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1.
[FM-2016-276]

Venticinque anni da un manifesto / Franco Venturini
Cinema (VI, 111, 15/6/1953).
A venticinque anni dalla pubblicazione del “Manifesto dell’asincronismo” – firmato da Ejzenštejn, Pudovkin, e Alexandrov – Venturini propone di riesaminare retrospettivamente le riflessioni teoriche dei tre registi, valutate da un’angolazione contemporanea. [...]
(critica musicale)
2.
[FM-2016-384]

Motivi per una grammatica del suono cinematografico / Franco Venturini
Bianco e nero (XVII, n.10, ottobre 1956).
Venturini prende in considerazione tre fattori (variabili) inerenti il sonoro nel film e basandosi sulle possibili combinazioni tra di essi ipotizza otto casi standard. [...]
(critica musicale)
3.
[FM-2017-987]

Tre registi e un manifesto / Massimo Olmi
Cinema Nuovo (anno V, 78, 10 03 1956 ).
L'articolo segnala la nascita del Free Cinema grazie all'intraprendenza del BFI (British Film Institute), che decide di finanziare la sperimentazione cinematografica al di fuori dei circuiti commerciali tradizionali [...]
(critica musicale)
4.
[FM-2019-009]

Il montaggio come totale rappresentazione della realtà / Vsevolod Illarionovič Pudovkin
Cinema 60 (Aprile, 1961).
Il decimo numero della rivista decide di pubblicare il capitolo di Pudovkin dedicato al montaggio del volume. [...]
(critica musicale)
5.
[FM-2016-361]

Pudovkin e il sonoro / Pol Gaillard
Bianco e nero (XI, n. 12, dicembre 1950).
Si sono proiettati a Parigi tre film di Pudovkin [...]
(critica musicale)
6.
[FM-2016-092]

Teorica futurista e film d’avanguardia / Guido Aristarco
La biennale di Venezia, rivista trimestrale dell'Ente della Biennale (anno IX, n. 36-37, luglio-dicembre 1959).
Nel delineare i rapporti tra i movimenti artistici di primo Novecento e il cinema, Aristarco nota che in alcuni registi (Dulac) prevale nettamente l’intenzione di dissolvere le forme espressive tradizionali e le forme consolidate della comunicazione a favore di un flusso di immagini paragonabile ad una sinfonia (“musica degli occhi”) basata sull’associazione libera, sul pensiero automatico di matrice surrealista che rifiuta qualsiasi congiuntura razionale. [...]
(critica musicale)