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1.
spoglio
177106

[O come spesso -
Duetto -
2V (SA), bc -
Fa]
Fondo Giustiniani
(scheda catalogo)
2.
spoglio
FLMF-2018-131

[O come spesso il mondo -
Duetto -
S, A, cemb -
Fa maggiore]
I-Vire
Fondo I.R.E.
(scheda catalogo)
scheda n° 314.1.
3.
[FM-2017-994]

La questione del dialetto / Luigi Chiarini
Cinema Nuovo (anno V, 80 10 04, 1956 ).
L'articolo critica l'uso dei dialetti e delle parlate locali nel cinema italiano al solo scopo di dare un'intonazione regionale ai film spesso stereotipata, che esaspera aspetti superficiali e marginali delle vicende e dei protagonisti [...]
(critica musicale)
4.
[FM-2016-358]

Aspetti della musica nel film / Costarelli Nicola [Gino Marinuzzi, Giuseppe Rosati, Vincenzo Tommasini, Antonio Veretti]
Bianco e nero (XI, 5-6, maggio-giugno 1950).
Alcuni registi, spesso digiuni di musica, la impiegano con nonchalance senza porsi delle domande, considerandola un ‘male necessario’. [...]
(critica musicale)
5.
[FM-2016-386]

La musica nel documentario / Roman Vlad
Bianco e nero (XI, n. 5-6, maggio-giugno 1950).
Secondo Vlad, la musica non rimanda a specifiche contingenze sentimentali, è priva di valori semantici definiti, non allude a determinati eventi o aspetti del mondo esterno. [...]
(critica musicale)
6.
[FM-2016-104]

Gli elementi del successo di “Napoli è una canzone” / P.
Cinema-Star : supplemento di Kines per il grande pubblico cinematografico (20.3.1927).
Il film muto del 1927 Napoli è una canzone, diretto da Eugenio Perego, è qui presentato in maniera approssimativa mediante un lessico colorito, prendendo spesso in considerazione la componente musicale solamente come incarnazione della città di Napoli, non badando ad un’analisi più approfondita. [...]
(critica musicale)
7.
[FM-2016-248]

La musica nel film “western” e nella “horse opera” / Roberto Leydi
Cinema (III, 48, 1/11/1950).
L’articolo opera inizialmente una distinzione tra film western e horse opera: il primo è connotato da accenti epici e da ricordi assunti dalla storia, mentre il secondo – dedicato al solo pubblico americano e quindi non visibile in Europa – ha un aspetto più standardizzato, si basa su una serie di elementi che rimangono invariati ed è fulcrato sulla figura dell’attore. [...]
(critica musicale)
8.
[FM-2016-273]

Come ho musicato “Carrie” / David Raksin
Cinema (VI, 102, 31/1/1953).
Riflessione del compositore americano David Raksin sul proprio lavoro per il film di William Wyler Carrie, a partire dal concetto di empathy, ossia la capacità del musicista di identificarsi con lo stato d’animo dei personaggi del film per creare una partitura. [...]
(critica musicale)
9.
[FM-2016-297]

--- / Luigi Pestalozza
Cinema Nuovo (anno V, 94, 15/11/1956).
La recensione al film individua subito le intenzioni di costruire un kolossal, quindi di realizzare un operazione commerciale sfruttando Tolstoj e anche la musica si adegua a questo obiettivo, procedendo per facili stereotipi individuati da Pestalozza [...]
(critica musicale)
10.
[FM-2017-950]

Le difficili nozze della rivista con il film / Vito Pandolfi
Cinema Nuovo (anno V, 85, 25 06 1956 ).
La prima parte dell'articolo è dedicata a una critica serrata del teatro di rivista nel tentativo di spiegare il suo successo di pubblico. [...]
(critica musicale)