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1.
spoglio
24791

Leydi, uno che sapeva il '900
In: Il Giornale della Musica. Mensile di informazione e cultura musicale, Marzo Anno XIX n.191, 1 segue a p. 24.
I-Vlevi
Fondo Periodici
(rivista)
PER 96
2.
spoglio
16541

Bastianelli, il critico che sapeva scrivere e comporre. La Libreria Musicale Italiana pubblica le lettere
In: Il Giornale della Musica. Mensile di informazione e cultura musicale, Settembre Anno VIII n.75, 22.
I-Vlevi
Fondo Periodici
(rivista)
PER 96
3.
spoglio
20883

Billy Higgins, la batteria che sapeva sorridere. É morto il 3 maggio scorso, in California
In: Il Giornale della Musica. Mensile di informazione e cultura musicale, Giugno Anno XVII n.172, 32.
I-Vlevi
Fondo Periodici
(rivista)
PER 96
4.
spoglio
14942

Chaplin, quale melodista naïf. Come un genio del cinema che non sapeva di musica inventò le sue colonne sonore
In: Il Giornale della Musica. Mensile di informazione e cultura musicale, Aprile, Anno V n.38, 17.
I-Vlevi
Fondo Periodici
(rivista)
PER 96
5.
spoglio
13551

Sbocchi professionali per l'etnomusicologo? Intervista a Roberto Leydi che insegna questa disciplina al Dams
In: Il Giornale della Musica. Mensile di informazione e cultura musicale, Dicembre, Anno II n.12, 28.
I-Vlevi
Fondo Periodici
(rivista)
PER 96
6.
[FM-2016-284]

Rubrica Sette note. Arbitraria nel film la storia di Glenn Miller / Roberto Leydi
Cinema (VII, 145, 25/11/1954).
L’articolo, diviso in due sezioni, propone un’analisi del film The Glenn Miller Story: dapprima vengono riportate le dichiarazioni di alcuni jazzisti (Eddie Sauter, Tex Beneke, Bill May) concordi nell’affermare che la colonna sonora rispetta lo stile musicale milleriano, mentre sul versante narrativo la storia appare scipita e non rispettosa della vita del musicista. [...]
(critica musicale)
7.
[FM-2016-239]

La musica nel film - Jazz senza rivista / Roberto Leydi
Cinema (III, 35, 30/3/1950).
L’articolo prende in esame il rapporto tra il mondo del jazz e il cinema, sottolineando inizialmente come il secondo non sia stato in grado di descrivere e ricreare con sincerità le atmosfere del primo, limitandosi soltanto a inserire dell’ottima musica all’interno di cornici narrative banali e stereotipate, da film di rivista. [...]
(critica musicale)
8.
[FM-2016-241]

La musica "da tre soldi" ricorda lo scomparso Weill / Roberto Leydi
Cinema (III, 37, 30/4/1950).
Leydi offre un ricordo di Kurt Weill all’indomani della morte del compositore avvenuta a New York, mettendo in luce come la notizia sia stata tralasciata dai maggiori giornali europei e americani [...]
(critica musicale)
9.
[FM-2016-244]

Doppiaggio dei film rivista / Roberto Leydi
Cinema (III, 41, 30/6/1950).
L’autore riflette sugli esiti infelici della pratica del doppiaggio delle canzoni nei film di rivista americani, che va ad alterare, snaturare e volgarizzare l’originale, come nel caso di Night and day di Cole Porter, o del film Romance on the High Seas con la soppressione della voce di Doris Day e dei brani There’s you or no one, I’m in love, It’s magic, Put’em in a box, composti da Styne e Cahn [...]
(critica musicale)
10.
[FM-2016-278]

Rubrica Sette Note. The Astaire Story / Roberto Leydi
Cinema (VII, 135, 10/6/1954).
L’articolo inaugura una nuova rubrica intitolata “Sette note” ed è preceduto da un trafiletto con una dichiarazione di intenti da parte di Roberto Leydi, in cui il critico dichiara che si occuperà solo di colonne sonore che raggiungano un “risultato espressivo” e non di film in cui la musica può essere tranquillamente eliminata senza apportare variazioni di significato all’opera. [...]
(critica musicale)