Dati articolo

[FM-2016-381]
[articolo]
Autore Mario Serandrei
Titolo Il parere del regista, del montatore e della critica
Rivista Bianco e nero, (XI, n. 5-6, maggio-giugno 1950)
Roma, Edizioni dell'Ateneo
92 - 94.


Abstract Il compositore viene impiegato in fase finale di produzione per salvare come un medico le parti deboli o difettose del film; può anche succedere che ci si illuda di poter salvare il film. Il problema è che si ricorre al compositore in extremis. All’inizio al massimo ci può essere un breve interscambio fra il regista (di solito ignorante di musica) e il compositore (che diffida dei consigli del regista). Ma mentre il regista cerca di capire la musica, difficilmente il compositore tenta di comprendere il cinema, con risultati spesso mediocri (ove l’ambizione del compositore fallito crea degli spropositi). Nei casi migliori, il compositore è il rifinitore di un palazzo già costruito, non uno degli architetti come invece dovrebbe. Serandrei poi ricorda un pianista non vedente per film muti che lavorava in un cinematografo che lui frequentava da bambino; i momenti migliori, davvero suggestivi, erano secondo lui quelli in cui il pianista non si accorgeva della fine di una scena e quindi tra immagini e carattere musicale si venivano a creare delle sovrapposizioni inconsuete (anche paradossali). Capitava che ci fossero anche delle perfette ‘aderenze’ involontarie. Insomma i compositori potrebbero scrivere le loro musiche senza tenere troppo conto del film. Il compositore dovrebbe aderire al significato e ai sentimenti del film, per il resto è giusto che esprima la sua fantasia senza condizionamenti. Serandrei è critico nei confronti del sincronismo. Si rischia l’effettismo semplice. La musica deve aderire alla carne, non alla pelle del film. La musica rischia di diventare serva e non alleata del film, e per di più, c’è il rischio che sia ridondante rispetto alle immagini. Il compositore è considerato uno dei tre autori del film (assieme al regista e al montatore) ma non sempre si merita questo privilegio. Si potrebbe togliere la musica e nessuno se ne accorgerebbe. Dovrebbe essere il regista a trovare l’aderenza con la musica. Sarebbe necessario che il compositore si abitui a leggere una sceneggiatura con occhi cinematografici, si abitui a ‘vedere’ il film prima ancora che questo venga realizzato, faccia sentire la sua presenza quando il film nasce.


Esempi musicali No
Riferimenti a dischi No
Riferimenti a edizioni musicali No


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NomeCognomeRuolo


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Titolo italianoTitolo originaleAnnoRegistaAutore musiche


Musiche correlate

Titolo italianoTitolo originaleCompositore


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 Record created 2016-12-13, last modified 2019-03-27



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